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Vale la pena di ricordare anche qui l’episodio conclusivo della vicenda narrata in queste pagine: l'incontro, in occasione del reclutamento del personale della sua aziende cinese, con un contabile di quarantacinque anni, licenziato dopo diciotto anni da una grande impresa statale e ridotto a chiedere con disperata insistenza un posto di operaio non qualificato, incontro che lo colpisce a tal punto da indurlo ad affidargli senz'altro il ruolo di responsabile del controllo della produzione, esonerandolo dalla formalità di un colloquio: nella indefettibile tenacia di costui vedeva infatti riflessa la propria immagine.
L'autobiografia, che, a questo punto sembrerebbe chiudersi con un trionfo, si conclude invece con una tormentosa meditazione che lo induce a riconsiderare il cammino percorso.
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